Seminario La Potatura - "Il Giardiniere dell'anima"
Studio di Psicoterapia

Dott.ssa Francesca Mancini - Psicologa Psicoterapeuta

Psicoterapia Dinamica di gruppo

Il gruppo psicoterapeutico a orientamento dinamico contiene generalmente da otto a dieci persone.

Secondo Yalom (1985) i gruppi eterogenei presentano più vantaggi dei gruppi omogenei, più precisamente gli autori ritengono che i gruppi dovrebbero essere eterogenei per quanto concerne i conflitti dei membri, ma omogenei per quanto riguarda i livelli di forza dell’Io (Whitaker, Lieberman,1964; Yalom,1985).

La psicoterapia dinamica di gruppo è orientata generalmente verso il polo espressivo del continuum espressivo-supportivo. I gruppi che sono maggiormente supportivi sono in genere anche più omogenei.

I gruppi terapeutici a orientamento dinamico non hanno generalmente una durata prefissata, e nuovi membri si aggiungono via via che altri terminano.

Gli psicoterapeuti di gruppo a orientamento dinamico differiscono tra loro per quanto concerne il grado di utilizzo di utilizzo di un approccio centrato sul gruppo rispetto a un approccio centrato sull’individuo, il processo è concettualizzato in maniera simile a una psicoanalisi individuale condotta in un setting di gruppo.

Il processo di gruppo è relativamente meno importante rispetto all’interpretazione delle difficoltà individuali nel rapporto con altre persone e con il terapeuta.

I sostenitori dell’approccio incentrato sul gruppo hanno sempre considerato l’interpretazione delle forze del gruppo più importante rispetto all’interpretazione dei conflitti individuali.

Vi sono, comunque, tipiche esperienze di gruppo che tutti condividono e che meritano d’essere interpretate, come, ad esempio, il fatto che il terapeuta non può far fronte alle necessità di tutti, la competitività per ricevere sostegno e l’angoscia di essere ignorati.

Oggi la maggior parte dei terapeuti di gruppo utilizza un modello combinato, che prevede sia interventi centrati su ciascun individuo che interventi centrati sul gruppo (Slipp,1988).

Transfert, controtransfert e rsistenza

Il transfert, il controtransfert e la resistenza sono pietre miliari della psicoterapia dinamica di gruppo, esattamente come lo sono nel lavoro individuale.

Nel gruppo, l’intensità dei transfert dei pazienti può essere diluita quando questi vengono diretti verso altri pazienti (Wolf,1983).

La psicoterapia di gruppo consente inoltre la formazione di molteplici transfert. Sebbene in una terapia di gruppo il transfert possa venire diluito, è anche vero il contrario.

Il transfert può intensificarsi quando l’intero gruppo viene travolto da potenti sentimenti di valenza sia positiva che negativa.

I terapeuti, che fungono da contenitori per tutte le proiezioni degli oggetti cattivi presenti nei membri del gruppo, si renderanno immediatamente conto di come anche il controtransfert possa essere più intenso in un settino di gruppo.

Per diluire il transfert e il controtransfert, taluni terapeuti preferiscono lavorare con un coterapeuta.

La rivalità tra fratelli e un desiderio transferale di essere il figlio unico o preferito dal terapeuta sono uno sviluppo tipico di tutte le terapie a orientamento dinamico.

Oltre al transfert dei pazienti verso il terapeuta e verso gli altri membri del gruppo, vi è anche una terza forma di transfert che è caratteristica unica dei gruppi – il transfert verso il gruppo come entità.

Indicazioni e controindicazioni

Alcune delle indicazioni per la psicoterapia dinamica individuale valgono anche per la psicoterapia dinamica di gruppo.

Queste comprendono:

  1. una forte motivazione;
  2. una mentalità psicologica;
  3. un livello di forza dell’Io ragionevolmente alto;
  4. un sufficiente disagio, tale che il paziente sia disposto a tollerare le frustrazioni inerenti al processo terapeutico;
  5. problemi nelle relazioni interpersonali.

Per alcune sintomatologie cliniche la psicoterapia dinamica di gruppo viene consensualmente considerata controindicata.

Queste caratteristiche comprendono:

  1. scarsa motivazione;
  2. disorganizzazione psicotica;
  3. dipendenza da sostanze;
  4. disturbo di personalità antisociale;
  5. gravi somatizzazioni;
  6. disfunzioni cognitive su base organica;
  7. grave rischio di suicidio (Yalom, 1985)

 

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