Seminario La Potatura - "Il Giardiniere dell'anima"
Studio di Psicoterapia

Dott.ssa Francesca Mancini - Psicologa Psicoterapeuta

Gli Opposti

Termini antitetici, quanto al loro significato, legati da una relazione che può essere dialettica quando mette capo a una sintesi, o polare quando mantiene uno stato di tensione che è alla base di ogni dinamismo psichico.

C.G.Jung prende in considerazione gli opposti a partire dal principio che la vita psichica è un sistema autoregolantesi che non può raggiungere l’equilibrio se non attraverso una contemperanza dei contrari che possono esprimersi o nella forma dell’ “enantiodromia” o in quella della “coniunctio oppositorum”

a) La legge dell’enantiodromia. Con questo termine, mutuato da Eraclito, Jung intende la “corsa nell’opposto” che si verifica ogni volta che si assiste a un’unilateralità dell’atteggiamento della coscienza nella polarità conscio-inconscio: “ Questo fenomeno caratteristico si verifica quasi universalmente là dove una direttiva completamente unilaterale domina la vita cosciente, così che col tempo si forma una contrapposizione inconscia altrettanto forte, che dapprima si manifesta con un’inibizione delle prestazioni della coscienza e in seguito con un’interruzione dell’indirizzo cosciente”.

Secondo Jung “alla legge crudele dell’enantiodromia sfugge soltanto chi sa differenziarsi dall’inconscio, non già rimuovendolo – perché altrimenti l’inconscio lo afferra semplicemente alle spalle – bensì ponendoselo ciaramente innanzi come qualcosa di diverso da sé”.

b) La coniunctio oppositorum. Jung ricava tale espressione dalla letteratura alchemica e la impiega come metafora per indicare quell’operazione della psiche che tende non ad annullare il contrasto ma a superarlo, operando una sintesi resa possibile dall’operare simbolico che, conformemente all’etimologia greca di sun-bàllein, che significa “mettere insieme”, realizza un’unità superiore attraverso l’unione delle opposte polarità che possono essere tanto le polarità presenti nella psiche di ogni individuo, come razionalità e pulsionalità, maschile e femminile, pensiero ed eros, conscio e inconscio, quanto la polarità dei due termini della relazione terapeutica: paziente e analista.

“ L’uomo senza relazioni – scrive infatti Jung – non possiede totalità, perché la totalità è sempre raggiungibile solo attraverso l’anima, la quale dal canto suo non può esistere senza la sua controparte, che si trova sempre nel Tu. La totalità consiste nella combinazione di Io e Tu, che appaiono come parti di un’unità trascendente la cui essenza non può essere afferrata che simbolicamente, per esempio mediante il simbolo del rotondum, della rosa, della ruota e della coniunctio Solis et Lunae”.

Poiché la coniunctio che si verifica all’interno dell’individuo costituisce l’incontro di due processi psichici opposti, quando avviene determina la morte della precedente identità a cui segue la rinascita del nuovo individuo.

La rinascita consiste, secondo Jung, nell’emergere di un nuovo centro della personalità che trascende l’Io, e in cui sono compresenti, in un equilibrio dinamico, processi psichici considerati fino a quel momento opposti e inconciliabili.

 U. Galimberti, Enciclopedia di Psicologia, Garzanti,Torino,2002

 

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