Studio di Psicoterapia

Dott.ssa Francesca Mancini - Psicologa Psicoterapeuta

Alcune teorie sui gruppi e sulle loro dinamiche

                                                              Se mi etichetti mi annulli
                                                                                      S. Kierkegaard

La socializzazione è una caratteristica ontologica, ossia connaturata alla condizione umana, poichè l’uomo è un animale sociale cioè guadagna la sua individualità a partire dalla relazione, per tendere, con la sua individualità conquistata,alla relazione. Essere un uomo, quindi, implica essere con l’altro.

 Il processo di socializzazione inizia con la prima esperienza che il bambino fa con la figura materna che garantisce la gratificazione dei suoi bisogni fondamentali. Dalla totale dipendenza dall’altro , il bambino , attraverso la frustrazione dell’assenza della madre, inizia il processo di autonomizzazione che favorisce il confronto con la figura paterna, percepita come normativa (che stabilisce le regole) e come oggetto di competizione. E’ il padre che porta il bambino nel mondo, che lo guida e lo istruisce per poi lasciarlo libero di scegliere. Ecco perché è così importante che nel gruppo-famiglia i genitori siano presenti entrambi, perché svolgono compiti diversi ed hanno modalità diverse di entrare in relazione con i propri figli; modalità entrambe necessarie per lo sviluppo armonico di questi ultimi.  Infine, dalla relazione con i fratelli prende l’avvio la relazione di gruppo con i compagni di gioco e di scuola, caratterizzata dalla competitività che ha per oggetto di riferimento la norma rappresentata dalla coppia genitoriale, dall’insegnante e dal leader del gruppo.

Questa norma diventa la base a partire dalla quale si strutturano i processi di gratificazione e di punizione che consentono al bambino di verificare le proprie capacità. Quando la consapevolezza delle proprie capacità viene interiorizzata, si riducono le componenti competitive, a favore dell’iniziativa e della collaborazione.

Tra l’altro, all’interno di qualsiasi gruppo tendono a riprodursi  due dinamiche che evocano, da una parte,  la relazione con la madre, e dall’altra, quella con il padre. Mi riferisco alla dinamica della sicurezza , che attiene al codice materno, e che ha la funzione di dare a ciascun membro fiducia e certezza, togliendogli dubbi, insicurezze e paure e potenziando la propria fiducia di base; e alla dinamica dell’elaborazione della cultura , che attiene al codice paterno, e che consiste nel promuovere in ciascuno dei membri il senso di iniziativa , il desiderio di esplorazione e di autonomia rispetto al gruppo; stimola , quindi, la crescita della cultura di gruppo che si poggia su sistemi valoriali e normativi peculiari del gruppo stesso. Ciascun individuo,dunque, pur distaccandosi dal gruppo familiare, tende a ricreare le dinamiche che possono permettergli la crescita personale e la partecipazione attiva al gruppo.

Chiaramente, le due dinamiche sono intrinsecamente connesse, per cui è indispensabile che funzionino bene entrambe per non compromettere l’andamento dell’intero sistema.

 

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