Studio di Psicoterapia

Dott.ssa Francesca Mancini - Psicologa Psicoterapeuta

Anoressia mentale

Disturbo dell'alimentazione che consiste nell’ostinato rifiuto di una normale e regolare assunzione di cibo.
Il termine “anoressia” significa propriamente “perdita dell’appetito” , ma in realtà questo sintomo è di solito raro fino alla fase tardiva della malattia. L’anoressia nervosa comporta un disturbo dell’immagine corporea e una ricerca inflessibile della magrezza,  fino a giungere all’inedia.
I soggetti che ne sono affetti ritengono di essere grassi o sformati e spesso negano il loro stato di dimagrimento estremo.
L’anoressia è stata osservata più frequentemente negli ultimi decenni che in passato e risulta in aumento fra le ragazze prepuberi e i maschi. Esordisce di solito in un’età compresa tra i dieci e i trent’anni (nell’85% dei casi tra i tredici e i vent’anni ); al di fuori di questi limiti cronologici è relativamente rara.
È da dieci a venti volte più frequente  nelle donne che negli uomini: si stima che interessi lo 0,5-1% circa delle ragazze adolescenti. Le pazienti affette da anoressia trovano sostegno alle loro pratiche nell’enfasi posta dalla società contemporanea sulla magrezza e sull’esercizio fisico. In passato il disturbo era considerato più ricorrente nelle classi sociali superiori, ma recenti studi epidemiologici non hanno confermato questa distribuzione.


CRITERI DIAGNOSTICI E SINTOMI

Il DSM-IV considera essenziali per la diagnosi di anoressia nervosa le seguenti manifestazioni:

  1. Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del minimo normale;
  2. Intenso timore di acquistare peso;
  3. Grave alterazione dell’immagine corporea;
  4. Nel sesso femminile amenorrea, cioè assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi.

Nei pazienti anoressici la perdita di peso è ottenuta in primo luogo tramite la riduzione della quantità totale di cibo assunta. Inizialmente i soggetti si limitano a escludere dalla loro dieta i cibi che sono considerati ipercalorici; in seguito l’alimentazione viene rigidamente limitata a poche categorie di cibi. Il comportamento patologico volto alla diminuzione di peso si manifesta per lo più di nascosto: gli anoressici rifiutano solitamente di prendere i pasti in compagnia dei familiari o in pubblico. La perdita prima e poi il controllo del peso possono essere attuati anche con condotte di eliminazione (vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi e diuretici) o con un’intensa attività fisica. Il DSM-IV prevede due sottotipi di anoressia nervosa in base alla presenza o meno di condotte di eliminazione o di abbuffate: il sottotipo con restrizioni, in cui la perdita di peso è ottenuta principalmente con la dieta, e il sottotipo con abbuffate e condotte di eliminazione, in cui rientrano i soggetti che nell’ultimo episodio hanno presentato regolarmente abbuffate e/o condotte di eliminazione.

Il terrore di essere o diventare “grassi” presente negli anoressici non è solitamente modificato dal decremento ponderale; in alcuni individui aumenta addirittura con la perdita di peso. Alcuni soggetti si considerano grassi in riferimento alla totalità del loro corpo, altri ammettono la loro magrezza ma percepiscono come troppo grasse alcune parti del corpo come l’addome, i glutei, le cosce.
Il disturbo dell’immagine corporea è l’aspetto psicopatologico più resistente ad ogni tentativo di confutazione, e in alcuni pazienti assume le caratteristiche di un delirio. Nonostante l’apparente disponibilità e ragionevolezza, il soggetto non rivela alcuna consapevolezza nei riguardi del disturbo. L’amenorrea segue solitamente al calo di peso, ma in una minoranza di soggetto lo precede. L’amenorrea in fase postpuberale è legata a livelli patologicamente bassi di estrogeni circolanti dovuti a una diminuita secrezione di ormoni FSH e LH ipofisari.
I soggetti anoressici presentano spesso marcati sintomi ossessivo-compulsivi che vanno dalla polarizzazione ideativa sul cibo ( cioè dal pensiero continuo incentrato sul cibo) alla collezione di ricette all’ammasso di cibarie spesso in luoghi poco accessibili ai componenti della famiglia. Talora all’anoressia mentale si associano sentimenti di inadeguatezza, bisogno di tenere sotto controllo l’ambiente circostante, rigidità mentale, ridotta spontaneità nei rapporti interpersonali, iniziativa ed espressività emotiva eccessivamente represse. Quando sono marcatamente sottopeso, molti soggetti anoressici possono presentare sintomi di tipo depressivo quali disturbi dell’umore, isolamento sociale, irritabilità, insonnia; molti di questi sintomi possono essere secondari alle carenze alimentari e alla perdita di peso.

                                U. Galimberti, Enciclopedia di Psicologia, Garzanti,Torino,2002

 

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascun paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi ad una diagnosi, non possono fornire indicazioni terpeutiche né essere utilizzate senza esplicito parere del proprio medico curante.

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