Studio di Psicoterapia

Dott.ssa Francesca Mancini - Psicologa Psicoterapeuta

Depressione

Detta anche melanconia, è un’alterazione del tono dell’umore verso forme di tristezza profonda con riduzione dell’autostima e bisogno di autopunizione.

Quando l’intensità della depressione supera certi limiti o si presenta in circostanze che non la giustificano diventa di competenza psichiatrica, dove si distingue una depressione endogena che, come vuole l’aggettivo, nasce “dal di dentro” senza rinviare a cause esterne, e una depressione reattiva che è patologica solo quando la reazione ad avvenimenti luttuosi o tristi appare eccessiva.


Come modificazione del tono dell’umore, la depressione è un disturbo distimico che ha nell’euforia, che quando è spiccata assume la forma della mania, il suo contrario. Depressione e mania possono presentarsi in fasi o cicli di settimane intervallati da periodi di benessere e allora si parla di ciclotimia.


L’equilibrio tra depressione ed euforia è tra i più delicati equilibri psichici.
Distinguere tra fattori ereditari e fattori ambientali è pressoché impossibile, perché genitori tendenzialmente depressi sottopongono i loro figli ad un clima familiare triste o a un’educazione rigida e colpevolizzante che facilita la futura depressione.
Ogni individuo apprende da sé i modi per tamponare i propri squilibri umorali, soprattutto quelli a sfondo depressivo, anche perché la convenzione sociale dà a vedere di preferire e di meglio integrare i soggetti con un certo grado di euforia che favorisce investimenti, progettualità, apertura alle possibilità della vita.
Questo spiega perché le forme più frequenti di depressione fanno la loro comparsa dopo l’età media, quando diventa più difficile sperare nella vita, perché il futuro è già in gran parte determinato dalle scelte compiute in precedenza.


Fasi depressive attraversano la vita di tutti gli uomini come episodi legittimi e comprensibili, dove il soggetto è di solito consapevole di poterle superare da sé.
Quando questa consapevolezza vien meno allora lo squilibrio psichico necessita di un aiuto esterno.


I sintomi tipici della depressione possono essere così classificati.


Disturbi somatici e neurovegetativi. Essi comprendono l’insonnia che spesso annuncia l’inizio di una fase depressiva, l’inappetenza con dimagrimento rapido, la diminuzione dell’interesse sessuale, fino alle disfunzioni epato-biliari che hanno ispirato storicamente l’etimologia della melanconia.


Disturbi dell’affettività. Prevalgono sentimenti improntati a una tristezza profonda, monotona e cupa che può resistere alle sollecitazioni esteriori. A ciò si aggiunge una progressiva perdita di interesse per la vita, spesso accompagnata da un senso di colpa vissuta non in vista di un’espiazione e di una salvezza, ma come una fatalità ineluttabile.
Di qui l’autoaccusa continua a cui tende a sottoporsi il depresso, spesso percorso da sentimenti di indegnità e di auto disprezzo.


Abulia nel comportamento e inibizione del pensiero. Il pensiero sorge lento e monotono con perdita di iniziativa e di progettualità. L’attenzione, concentrata sui temi melanconici, rende povera l’ideazione, difficoltose le associazioni, penose le rievocazioni e difficili le sintesi mentali. In taluni casi, al posto del rallentamento psicomotorio può presentarsi agitazione.


Tendenza al suicidio e desiderio di morte. Possono accompagnare la vita del depresso in quanto, tra tutte le forme di sofferenza psichiatrica, la depressione è senz’altro la più esposta al desiderio di morte.
Nei casi estremi, questo può colorarsi di un desiderio “altruista”. Di fronte alla minaccia di un avvenire sempre più oscuro, il depresso trascina nella sua morte anche i propri familiari per farli scampare alla vita che egli ritiene impossibile da proseguire.

 

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascun paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi ad una diagnosi, non possono fornire indicazioni terpeutiche né essere utilizzate senza esplicito parere del proprio medico curante.

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